Top Cucina: La grande sfida Quarzo vs Grès (Le differenze che nessuno ti dice)

Entri in showroom, tocchi un campione effetto marmo e chiedi: “Cos’è?”. Ti rispondono: “È un quarzo”. Ne tocchi un altro identico e ti dicono: “No, questo è Grès (o ceramica). Visivamente sembrano gemelli, ma strutturalmente sono molto diversi. Scegliere l’uno o l’altro cambia radicalmente il modo in cui dovrai usare la tua cucina per i prossimi 20 anni.

Non fidarti di chi ti dice “sono entrambi resistenti, scegli quello che ti piace”. Ecco l’analisi tecnica brutale delle differenze, basata sulla chimica dei materiali.

1. La composizione: Resina vs Fuoco

Per capire come si comportano, devi sapere come sono nati.

  • Il Quarzo (es. Okite, Silestone): È un materiale composto. È formato per il 93-95% da polvere di materia naturale (quarzo, marmo, granito pietre ecc..) e per il 5-7% da resine polimeriche che fanno da collante. Le lastre sono quindi prodotte “a freddo” ovvero tramite essiccazione controllata, un po’ come succede per ciò che concerne il cemento.
  • Il Grès/Pietra Sinterizzata (es. Laminam, Dekton, Lapitec): È un materiale inerte. È una miscela di minerali pressati con una forza inaudita e poi “cotti” in forni a oltre 1200 gradi. Non contiene colle o resine. È praticamente una roccia lavica creata in laboratorio.

2. La prova del fuoco: Qui vince il Grès

Questa è la differenza più critica.

  • Quarzo: Avendo una percentuale di resina, teme lo shock termico. Se appoggi una pentola bollente appena tolta dal fuoco direttamente sul piano, rischi di creare un alone chiaro indelebile (la resina si “cuoce”), visibile specie sui colori scuri a temperature superiori ai 170/200 gradi a seconda del materiale. Nelle peggiori delle ipotesi può addirittura formarsi una crepa da shock termico (il famoso “crack”)! Il rischio di sciupare un top in quarzo però, in verità, è piuttosto limitato, sia dalla resistenza relative sia dalle buone abitudini di chi usa di solito una cucina, ancor più se nuova. Questo lo dicono le statistiche. Del resto quarzo è stato il materiale lapideo più utilizzato dal 2000 al 2020 e quindi, se ci fossero stati dei reali problemi di utilizzo la sua durata commerciale sarebbe stata ben più limitata. Una cosa però è certa :Sul quarzo è sempre consigliabile l’uso di un sottopentola. Con questa semplice accortezza avremo un ottimo piano ad un ottimo prezzo e con una durata davvero eccellente.
  • Grès: Essendo nato a 1200 gradi, una pentola a 200 gradi gli fa il solletico. Puoi appoggiare la moka bollente o la teglia rovente direttamente sul top senza alcuna protezione. Non cambierà colore, non si spaccherà. Da questo punto di vista è il materiale definitivo per chi cucina “aggressivo” oppure per chi è semplicemente piuttosto sbadato.

3. La prova dell’urto: La rivincita del Quarzo

Se il Grès vince sul calore, paga pegno sulla fragilità meccanica.

  • Grès: È un materiale durissimo (non si graffia mai), ma ha una tensione interna altissima (simile al vetro). Se ti cade una pentola pesante di spigolo proprio sul bordo del top, è probabile che si sbecchi (salti via un pezzetto). E riparare una sbeccatura su una ceramica stampata è difficilissimo.
  • Quarzo: La presenza della resina gli conferisce una lieve elasticità. Non è gomma, ovviamente, ma assorbe le vibrazioni e gli urti molto meglio della ceramica. È molto più difficile scheggiare un quarzo rispetto a un grès.

Attenzione dunque alla scelta del lavello : Un lavello sopra-top va bene per entrambi i piani ma se si sceglie un lavello del tipo “sotto-top” di quelli, per intenderci che lasciano a vista il bordo del piano intorno alle vasche, bisogna fare più attenzione nel caso di Top In Grés: Immaginatevi che vi scivoli un pesante piatto di mano, mentre lo state lavando, e che colpisca maleauguratamente il bordo del top: cosa si romperebbe oltre al piatto ?

4. L’estetica del bordo (Pasta vs Stampa)

Quando guardi il piano dall’alto sono entrambi bellissimi. Ma guardalo di taglio (il bordo).

  • Quarzo: È un materiale a tutta massa. Il colore e la venatura che vedi sopra, continuano identici per tutto lo spessore (2 o 3 cm). Se fai una lavorazione sul bordo, l’estetica è perfetta.
  • Grès: Molte lastre (non tutte, ma la maggior parte) sono stampate in superficie ad altissima risoluzione, ma l’interno (il “biscotto”) è di un colore unico neutro. Se il marmista non è un artista, sul bordo si vedrà lo stacco tra la superficie decorata e l’anima interna.

5. Il nemico comune: Calcare e Colori Scuri

Qui cascano in molti. Se scegli un top scuro (Nero, Grigio Antracite), preparati alla guerra contro il calcare. Sia il Quarzo che il Grès sono molto impermeabili, quindi la goccia d’acqua non penetra. Ma quando l’acqua evapora, i minerali (calcare) restano sulla superficie creando quel fastidioso alone biancastro o “macchia fantasma” in controluce.

  • Come si risolve sul Grès: Puoi usare qualsiasi anticalcare, anche aggressivo, o aceto puro. Il materiale non ne soffre minimamente.
  • Come si risolve sul Quarzo: Serve più cautela. Usa aceto bianco diluito o anticalcare specifici non troppo corrosivi e risciacqua bene.
  • Il segreto per entrambi: L’unica vera cura è l’asciugatura. Se non vuoi vedere macchie, devi asciugare il top subito dopo aver cucinato. Se lasci asciugare l’acqua da sola, l’alone si formerà sempre, su qualunque materiale.

6. Spessori e Posa in Opera: Il rischio del 1.2 cm

Qui bisogna fare molta attenzione.

  • Il Quarzo: Oggi lo standard indiscusso è lo spessore 2 cm. È una lastra massiccia, solida, che perdona molto.
  • Il Grès: Viene spesso proposto nello spessore ridotto di 1.2 cm. Perché si vende tanto? Perché costa meno ed è esteticamente molto elegante (minimal). È una scelta valida, MA richiede un’installazione chirurgica. Una lastra di ceramica così sottile, se appoggiata su basi non perfettamente in bolla, può subire tensioni invisibili. Con il tempo, basta un peso nel punto sbagliato per causare una rottura trasversale (una crepa netta da parte a parte) irrisolvibile. Se scegli il Grès da 1.2 cm, devi affidarti a ditte esperte nel trasporto e montaggio: il piano deve essere installato senza il minimo avvallamento sottostante.

7. La verità sul Prezzo: Chi costa di più?

Diciamolo chiaramente: il Grès costa mediamente il 20-30% in più del Quarzo. Non è solo colpa della materia prima, ma anche della lavorazione. Tagliare e forare una lastra di Grès è un’operazione lenta, rischiosa e complessa per il marmista (consuma più dischi diamantati e richiede macchinari più lenti per evitare rotture durante il taglio). Quindi:

  • Fascia Media: Trovi ottimi Quarzi (tinta unita o puntinati).
  • Fascia Alta/Lusso: Trovi i migliori Quarzi venati (effetto marmo) e i Grès base.
  • Fascia Premium: Trovi i Grès evoluti (Dekton, Lapitec, Laminam) con venature passanti e tecnologie complesse. Se il budget è stretto, il Quarzo è quasi sempre la scelta vincente per rapporto qualità/prezzo.

Il Verdetto Tecnico

Non esiste il “migliore” in assoluto, esiste quello giusto per te:

  1. Scegli il Grès se vuoi appoggiare pentole roventi ovunque, usare acidi per pulire e non vuoi preoccuparti di nulla tranne che degli urti sui bordi.
  2. Scegli il Quarzo se hai una cucina molto trafficata, magari con bambini, dove cadono oggetti e serve un materiale più robusto agli urti, accettando di usare il sottopentola.

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